Inserire nuovi prodotti e servizi sul mercato, senza tener conto dei Valori che l’impresa è in grado di esprimere, significa proseguire nell’opera di erosione del profitto, significa continuare ad abbattere i costi di produzione, con le relative conseguenze per l’ambiente e la collettività, nella ricerca di una marginalità sempre più ridotta e sempre più utopica.

La responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità può diventare uno strumento competitivo, contribuendo alla creazione del Valore nel lungo periodo, nel momento in cui l’impresa riesce a creare “un mercato dei Valori”.

Essere socialmente responsabili significa aumentare la propria credibilità, consolidando le relazioni con gli stakeholder, significa migliorare la propria immagine percepita, ma soprattutto la propria Reputazione.

Essere socialmente responsabili significa avviare un processo virtuoso con ricadute positive sui risultati economici.

CULTURA ETICA, TRA PASSATO E FUTURO.

Dall’inizio del nuovo millennio si è lentamente diffusa su scala globale una visione Etica nella conduzione delle imprese.
Oltre a massimizzare gli obiettivi economico-finanziari, come è logico che sia, le imprese avvertono in maniera crescente la necessità di esaudire anche gli interessi degli stakeholder, ovvero di tutte le figure con le quali interagiscono a vario titolo: soci, azionisti, lavoratori, clienti, fornitori, distributori, concorrenti, comunità di appartenenza, Istituzioni, ambiente fisico, associazioni, mass media, banche e assicurazioni, ecc.

Gli stakeholder sono detti “portatori d’interesse” perché il fare delle imprese (prodotti, politiche, processi) incide sulle loro aspettative, che possono essere influenzate e a loro volta influenzare le scelte imprenditoriali.
Il destino delle imprese è quindi legato alla percezione che gli stakeholder hanno del loro operato e la volontà e la capacità di soddisfarne le aspettative sono gli elementi essenziali che influenzano l’evoluzione del concetto di cultura etica d’impresa.

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA.

Articolo 41 della Costituzione
“L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

L’impresa è l’insieme dei comportamenti e delle scelte delle persone che la compongono, quindi la responsabilità sociale d’impresa è la conseguenza di queste scelte nei confronti di tutti coloro che interagiscono con essa.

La responsabilità sociale d’impresa è la disciplina che permette all’uomo il corretto utilizzo dei beni (tangibili e intangibili) disponibili in azienda, nel pieno rispetto delle altre persone e dell’ambiente, integrando così il concetto di “sviluppo sostenibile” del sistema economico.

L’impresa che decide di essere socialmente responsabile deve rendere conto ai propri stakeholder delle azioni che sta ponendo in essere e dei risultati ottenuti, per dimostrare concretamente che le Buone Prassi non sono solamente una vaga dichiarazione d’intenti.

I VANTAGGI DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA.
Una condotta socialmente responsabile può generare diversi vantaggi:
• Aumenta la propria competitività, grazie ad una maggiore visibilità e ad un incremento della propria Reputazione.
• Aumentano le motivazioni e il coinvolgimento del personale e delle relative prestazioni.
• Si abbatte il turnover.
• Aumenta la capacità attrattiva dei migliori talenti.
• Aumentano la sicurezza e la capacità di prevenire eventuali crisi, come i danni sull’ambiente causati dai processi produttivi, o gli scandali sociali e finanziari.
• Migliore la semplicità di accesso al credito.
• Aumenta la longevità, grazie alla capacità di innovare e rinnovarsi, senza adagiarsi sui risultati pregressi.
• Si anticipano le eventuali imposizioni normative future, integrandole con più facilità.
• Si eliminano i costi derivanti da una condotta scorretta (i costi di transazione dovuti alle rinegoziazioni, ai conflitti d’interesse, alle pratiche legali, ai tempi di attesa, ecc.).

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